Pietro Lunetto

Sciopero generale Maggio 2011

August 26, 2026 | by pietrolunetto.info

90785471_10221644898489091_4818160820221378560_n (1)

Intervento dal palco dello sciopero generale, con manifestazione presso Lanciano (CH)

care Compagne e cari Compagni, in questa piazza il 28 Gennaio, durante lo sciopero indetto dai metalmeccanici della CGIL e da alcuni sindacati di base, ci siamo lasciati impegnandoci a costruire un grande e partecipato sciopero generale di tutte le categorie. Questa bellissima piazza piena di lavoratori ci dice che ce l’abbiamo fatta.

E questa giornata deve essere solo l’inizio di una mobilitazione ancora più grande, continua, efficace e atutto campo. In tutti i settori del mondo del lavoro e del non lavoro. Precari, studenti, lavoratori.Che oggi stanno subendo uno degli attacchi più duri dai tempi del fascismo.

Non è più il tempo di essere indifferenti o indulgenti. E’ ora di tornare protagonisti.

Lentamente parti sempre maggiori di lavoratori ha capto che la lotta di classe non è mai finita. negli ultimi anni la lotta la hanno fatta solo i padroni, togliendoci, anche con la complicità di parte del sindacato, salario, diritti, servizi. Le nostre vite vengono sacrificate per ingrassare le tasche dei padroni e aumentare i loro profitti. Questo è il risultato del sistema economico capitalista, chiamiamo le cose con il loro nome. E a questo sistema tutto si piega, cominciando da scuola e università. La ragione è semplice: far crescere culturalmente i cittadini è pericoloso per i padroni. Perché questi diventeranno lavoratori che reclamano i loro diritti e penseranno con la loro testa e non si faranno addomesticare. Finita la scuola, la prospettiva per i nostri ragazzi, è un mondo pieno di precarietà. In modo da tenerli con il cappio al collo. Ci hanno raccontato che il motivo per cui abbiamo tanti disoccupati, è che non c’era abbastanza flessibilità per i lavoratori. Oggi abbiamo più una lista lunghissima di contratti atipici, la maggioranza dei nuovi contratti è a tempo e precaria, però la disoccupazione è aumentata e anche la condizione dei lavoratori “garantiti” continua a peggiorare. Oggi la situazione della provincia di Chieti è drammatica. Ci hanno raccontato la favola che stavano chiudendo solo le produzioni di bassa qualità, che non reggevano la competizione globale. Oggi se nestanno andando i lavori ad alto valore aggiunto. All’inizio fu la Burgo, poi la Golden lady, alcune aziende dell’indotto auto soo in forte difficoltà, Air One technic e Procter & Gamble. una delle multinazionali più grandi del mondo che decide, senza nessun confronto sindacale reale e territoriale, decide di chiudere una realtà da 120 persone, pur essendo produttivo, innovativo, a basso costo e che ha ricevuto il premio all’innovazione dalle mani del Presidente della Repubblica. Alla maggior parte di noi viene chiesto di spostarsi a lavorare in Europa. E non importa a nessuno se questo creerà dei seri problemi alle nostre famiglie e creerà una perdite di competenze per tutto il territorio, tra l’altro nella indifferenza quasi totale del mondo politico locale e nazionale. Ci chiediamo: ma cosa resterà della infrastruttura industriale tra qualche anno? dove lavoreranno i nostri figli? Siamo condannati all’emigrazione? Non sarebbe il momento di introdurre delle clausole per le aziende che usufruiscono di contributi o sussidi pubblici, che prevedano in caso di chiusura, il recupero delle cifre degli ultimi 10 anni. Su questo e su proposte che incidono sulla vita reale delle persone, si costruisce l’unità sindacale e politica. E fanno chiarezza su chi sta Con Berlusconi e Marchionne e chi no.

RELATED POSTS

View all

view all